Cura alopecia Napoli

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L’ALOPECIA ANDROGENETICA

La caduta dei capelli si concentra nella zona frontale e superiore del capo: si inizia con la cosiddetta “stempiatura” e l’attaccatura dei capelli arretra.
I capelli non cadono improvvisamente, ma il diradamento è lento e impercettibile ed è sempre irreversibile. I capelli appaiono subito miniaturizzati, deboli e sottili e perdono lucentezza e consistenza.

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foto .1 | Alopecia Androgenetica

 

CHI COLPISCE

Questa forma di alopecia colpisce soprattutto gli uomini: si calcola che il problema interessi circa il 60 per cento degli uomini sotto i trent’anni e il 70 per cento oltre questa età.
Anche il sesso femminile non è immune da questa forma di calvizie: il 50 per cento delle donne dopo la menopausa può presentare questo tipo di disturbo e il 35 per cento lo può manifestare anche prima.
Anche nelle donne compare una stempiatura più o meno accentuata; tuttavia di solito l’attaccatura dei capelli non indietreggia, come capita negli uomini. Il diradamento, inoltre, può coinvolgere anche la nuca, ma raramente sono presenti zone di cuoio capelluto completamente calve.

 

LE CAUSE

L’alopecia androgenetica è causata dalla costituzionale sensibilità dei bulbi piliferi all’azione degli ormoni maschili, gli androgeni, in particolare il diidrotestosterone (Dht), un ormone che deriva dal testosterone.
Alla base di questa perdita di capelli vi è un errore enzimatico: l’enzima 5-alfa-reduttasi è un recettore che converte, nei bulbi geneticamente predisposti, il testosterone in diidrotestosterone, una sostanza in grado di devitalizzare i bulbi piliferi.
I capelli diventano, così, sempre più sottili e iniziano a cadere in modo irreversibile. Il problema non risiede in un eccesso di ormone, ma nel fatto che gli enzimi, all’interno del bulbo, trasformano il testosterone in una sostanza tossica.

 

LE NOVITA’

Ecco le novità della ricerca:

 

IL RUOLO DELLE AROMATASI

Una scoperta recente ha evidenziato il ruolo delle armatasi nella crescita dei capelli. Si tratta di enzimi presenti soprattutto nella guaina epiteliale che trasformano il testosterone in estrogeni, garantendo la buona salute dei capelli. L’azione degli estrogeni è, infatti, importante per il giusto metabolismo e per la riproduzione delle cellule.
E’ emerso che, nelle persone colpite dal disturbo, c’è un cattivo funzionamento delle aromatasi, incapaci di convertire il testosterone in estrogeni. Si ha così un accumulo di testosterone e un aumento di diidrotesterone: ciò danneggia il bulbo, porta alla miniaturizzazione del capello e ne provoca la morte, inducendo l’apoptosi (morte precoce delle cellule).
Nuove possibilità di cura sono collegate all’identificazione di sostanze in grado di stimolare l’attività delle armatasi e di bloccare l’apoptosi.

 

IL RUOLO DEI TATTORI DI CRESCITA

I capelli si miniaturizzano e cadono perché, a livello della guaina epiteliale, ci sono cellule sensibili all’azione di certi aminoacidi, la cui carenza blocca i fattori della crescita dei capelli, cioè proteine che si legano ai ricettori e stimolano il processo biologico che porta alla crescita delle cellule. Una cattiva regolazione di questi fattori di crescita provoca la morte delle cellule e la caduta irreversibile dei capelli.

 

L’ALOPECIA AREATA

Questa forma di calvizie è caratterizzata dalla comparsa di chiazze tondeggianti o ovali prive di capelli, che possono rinfoltirsi spontaneamente nel giro di qualche mese o estendersi fino a interessare tutto il cuoio capelluto e altre zone del corpo coperte da peli.
La pelle non risulta infiammata e i capelli attorno alla chiazza sono deboli, più grossi nella parte superiore e più sottili vicino alla radice. Questo tipo di alopecia è difficile da curare e presenta frequenti ricadute (recidive).

 

foto .2 | Alopecia Areata

 

CHI COLPISCE

L’alopecia areata (o “area celsi”) colpisce indifferentemente uomini e donne, spesso in età infantile e giovanile. Si manifesta maggiormente nella fascia di età compresa tra i 15 e i 40 anni.

 

LE CAUSE

Si ritiene comunemente che questa forma di alopecia sia legata a una situazione di stress, poiché spesso colpisce persone che soffrono di depressione o ansia.
La sua origine, in realtà, è molto più complessa e coinvolge anche meccanismi immunologici: l’alopecia areata è, infatti, causata dall’azione di anticorpi che indeboliscono il capello, senza distruggere il bulbo.

 

 

L’ALOPECIA CICATRIZIALE

L’alopecia cicatriziale è un fenomeno irreversibile che porta alla formazione di aree prive di capelli e di ghiandole sebacee.
Interessa una zona più o meno ampia del cuoio capelluto, dove la pelle appare sottile e dura e i follicoli piliferi sono scomparsi.
Le zone colpite assumono l’aspetto simile a quello di una cicatrice: appaiono atrofiche e rigide.

 

 

foto .3 | Alopecia Cicatrizale

CHI COLPISCE

Sia gli uomini sia le donne possono essere soggetti a questo genere di problema.
L’alopecia cicatriziale può interessare anche le persone che soffrono di particolari malattie della pelle, come per esempio il lupus eritematoso, di cui a volte può proprio rappresentare il primo sintomo.

 

LE CAUSE

Le cause sono spesso di origine traumatica: ustioni, incidenti stradali, pettinature troppo strette e tirate, tic nervosi che portano a strapparsi i capelli, interventi chirurgici sul cuoio capelluto, (sia con finalità curative come l’asportazione di tumori, sia con finalità estetiche quali lifting cutanei non eseguiti perfettamente).
L’alopecia cicatriziale può essere anche la conseguenza di malattie della pelle (per esempio la tigna, un’infezione da funghi), o di malattie autoimmuni (come il lupus eritematoso o il lichen scleroatrofico), che hanno distrutto il follicolo pilifero.

 

IL DEFLUVIUM TELOGENICO

Il defluvium telogenico è una massiccia caduta di capelli, che si manifesta per periodi molto lunghi. I capelli continuano a crescere, ma vengono sostituiti più lentamente.
E’ un fenomeno transitorio, che di solito si risolve nel giro di qualche mese, ma che può diventare cronico e protrarsi anche per diversi anni. In alcuni casi, soprattutto nel sesso femminile, il defluvium si può associare all’alopecia androgenetica o la può anticipare.

 

CHI COLPISCE

Sono le donne a essere colpite maggiormente da questo tipo di alopecia, soprattutto in casi particolari: si calcola che il 60 per cento delle donne che seguono diete dimagranti drastiche possa andare incontro a questo disturbo e il 60-70 per cento delle neo-mamme che allattano possa notare un’importante perdita di capelli.

 

LE CAUSE

Il defluvium telegenico è quasi sempre la conseguenza di uno stress fisico e psicologico, ma alla sua comparsa possono contribuire anche altri fattori, quali un eccesso di radicali liberi, che porta a un precoce invecchiamento dei capelli. Le cause più frequenti di un’abbondante caduta di capelli possono essere:
- Carenze nutrizionali, conseguenza di diete drastiche o errate abitudini alimentari, che non apportano all’organismo una quantità sufficiente di proteine, aminoacidi, sali minerali e vitamine;
- Stress psicologici e fisici, quali un lutto o un forte affaticamento fisico, ma anche forti stati febbrili;
- Mutamenti ormonali, per esempio in seguito al parto, durante l’allattamento o la menopausa;
- Il cambiamento di stagione, soprattutto in autunno;
- L’uso di determinati farmaci, quali antimalarici, antidepressivi, alcuni antibiotici, oltre che cicli di radioterapia e chemioterapia;
- Un flusso mestruale abbondante, che porta a una carenza di ferro;
- Disfunzioni ormonali a carico della tiroide;
- Interventi chirurgici e anestesie generali;

 

foto .4 | Defluvium Telogenico

 

LE NOVITA’

Tra le cause della comparsa del defluvium telogenico, è stata di recente evidenziata la cosiddetta teloptosi, cioè la perdita di adesione tra il bulbo pilifero e la guaina interna, che provoca la caduta del capello.
In questa situazione, sono coinvolti numerosi fattori diversi, tra cui i processi infiammatori e la carenza di elementi essenziali per la vita del capello, come per esempio il ferro e gli aminoacidi.

QUANDO SERVE IL MEDICO? Qualora si accorga che la quotidiana perdita di capelli non rientra più nella normalità e i capelli che si trovano sul cuscino o rimangono nel pettine e nella spazzola sono decisamente troppi, è bene rivolgersi subito a un dermatologo, soprattutto se si ha l’impressione che i capelli siano diventati fragili, sottili e opachi. Una diagnosi tempestiva è, infatti, indispensabile per individuare le cause della caduta e del diradamento e approntare la strategia più efficace.

LA VISITA DAL DERMATOLOGO

Un’accurata anamnesi rappresenta l’indispensabile punto di partenza della visita dermatologica: lo specialista indaga sullo stile di vita e le abitudini alimentari della persona, sul suo stato di salute generale, sulla predisposizione familiare alla caduta dei capelli e sulla presenza di eventuali disturbi o situazioni che possano essere collegate al diradamento in atto.
Ha, poi, luogo l’esame dei capelli e del cuoio capelluto, che valuta l’aspetto del fusto (secco,grasso, sfibrato, indebolito) e lo stato della cute del capo (presenza di forfora, sebo in eccesso, irritazioni, chiazze prive di capelli).
Questa osservazione è accompagnata dalla valutazione della pelle, dei peli, delle unghie e delle mucose, per individuare eventuali malattie della pelle o altri disturbi di carattere generale.
Se lo ritiene necessario, il dermatologo può prescrivere esami del sangue. Per esempio, se lo specialista sospetta una carenza di elementi essenziali per la salute del capello (come il ferro) o desidera valutare la situazione ormonale, in particolare nelle persone di sesso femminile (vengono in questo caso richiesti soprattutto i dosaggi ormonali della funzionalità ovarica e tiroidea).

 

GLI ESAMI SUI CAPELLI

Il dermatologo, durante la visita, può effettuare anche indagini particolari sui capelli.

 

LA DERMATOSCOPIA (O VIDEODERMATOSCOPIA)

E’ un’indagine che consiste nel guardare al microscopio la cute e i capelli, in zone differenti del cuoio capelluto, con un ingrandimento di 30-60 volte.
Con la videodermatoscopia computerizzata si effettuano, utilizzando un software, delle fotografie che consentono di confrontare lo stato dei capelli (diametro, bulbo, capelli miniaturizzati) in diversi momenti, negli stessi punti.
Quest’ultimo esame consente di avere dati obiettivi, che possono essere utili per approntare la cura più idonea e controllarne l’efficacia, confrontando le immagini ai diversi controlli.

 

IL TRICOGRAMMA

E’ un esame ormai poco utilizzato, che consiste nello strappare un numero piuttosto elevato di capelli (dai 50 ai 100) dalla zona dove è presente un diradamento e da una zona campione, dove i capelli sono sani, per analizzarli al microscopio e esaminare lo stato del fusto e del bulbo pilifero.

 

IL FOTOTRICOGRAMMA

Viene effettuato per valutare il tasso di crescita dei capelli, senza, però, bisogno di strapparli.

 

LE CURE CON I FARMACI

Negli ultimi anni, la ricerca farmaceutica ha compiuto passi da gigante nella messa a punto di prodotti utili nel trattamento della calvizie. Risultati interessanti sono emersi nel corso di due importanti congressi internazionali di dermatologia che si sono svolti, lo scorso anno, a Tokio e Saint-Vincent. Nuove sostanze si sono affiancate ai farmaci già utilizzati e alcune di queste, già in commercio, vengono usate in modo efficace per arrestare il processo di diradamento o per fare crescere di nuovo i capelli.

 

I MEDICINALI TRADIZIONALI

Ecco quali sono i farmaci generalmente utilizzati per il trattamento della calvizie.

 

IL MINOXIDIL

E’ una molecola sintetica, nata in origine per la cura dell’ipertensione. Per contrastare la caduta dei capelli si utilizza, però, solo sotto forma di lozione (concentrazione 5%), da applicare una volta al giorno per lunghi periodi di tempo, ed è utile per tutti i casi di diradamento, sia negli uomini sia nelle donne.
E’ un prodotto molto efficace e valido, che può essere utilizzato anche in combinazione con altri farmaci e dopo l’autotrapianto di capelli.

EFFETTI COLLATERALI: può irritare leggermente la pelle e provocare, nelle donne, una crescita di peluria sul viso, sempre irreversibile. In casi rari, si può riscontrare anche una lieve tachicardia.

 

LA FINASTERIDE

E’ un derivato corticosteroideo sintetico, utilizzato comunemente per curare l’ipertrofia prostatica, che agisce sul recettore 5-alfa-reduttasi. Da sette anni, è utilizzato molto efficacemente anche per la cura dell’alopecia androgenetica, poiché riesce ad evitare la trasformazione del testosterone in diidrotestosterone e, quindi, la morte del capello.
La finasteride blocca la miniaturizzazione dei capelli, arresta la progressione della calvizie e, nel 25% dei casi, è in grado di stimolare la ricrescita dei capelli. Non è efficace per uso locale, ma va preso per via generale, per lunghi periodi di tempo.

EFFETTI COLLATERALI: è un farmaco tassativamente vietato alle donne in età fertile, poiché può causare serie malformazioni fetali, ma è utile nella cura dell’alopecia androgenetica che colpisce le donne dopo la menopausa.
In seguito alla somministrazione di finasteride nell’uomo, si può anche riscontrare una diminuzione della libido (in circa l’1% dei casi) o una lieve diminuzione della fertilità, fenomeni entrambi reversibili una volta sospeso il trattamento.

 

GLI ORMONI

Il progesterone, il ciproterone acetato, l’estrone solfato e il 17 beta estradiolo (quest’ultimo prescrivibile solo alle donne) sono ormoni che possono essere utilizzati, anche in modo combinato, nella cura dell’alopecia androgenetica.
Presi sotto forma di lozione, hanno un effetto benefico sul bulbo pilifero e rallentano il progredire della calvizie. Il ciproterone ha un’azione antiandrogena (blocca cioè l’azione degli androgeni) che, a livello locale, si avvicina all’azione della finasteride; riduce, inoltre, l’apoptosi, facendo sì che le cellule muoiano meno velocemente.

EFFETTI COLLATERALI: gli ormoni, utilizzati a livello locale, non presentano importanti effetti collaterali, poiché i cicli di cura sono brevi.

 

LO SPIRONOLATTONE

E’ una sostanza che blocca l’azione degli ormoni androgeni ed è utilizzata anche nella cura

dell’ipertensione. Si utilizza, per bocca o localmente, nei casi di alopecia androgenetica, sia negli uomini sia nelle donne.

EFFETTI COLLATERALI: si tratta di un farmaco ormai poco utilizzato, poiché può provocare effetti collaterali nient’affatto trascurabili, se preso per bocca, mentre non si dimostra altrettanto efficace se viene utilizzato a livello locale.

 

L’ACIDO RETINOICO

E’ una vitamina A acida, utile per stimolare la crescita delle cellule e ridurre il sebo. Viene impiegata per uso locale, in entrambi i sessi (tranne in gravidanza) e spesso abbinata al minoxidil. Si rivela efficace nella cura dell’alopecia areata.

EFFETTI COLLATERALI: può irritare la pelle.

 

I PREPARATI NATURALI

Per combattere la caduta dei capelli vengono a volte usati prodotti naturali, che hanno il vantaggio di non dare effetti collaterali.

 

IL COLOSTRO

E’ il primo latte prodotto dopo il parto, ricchissimo di fattori di crescita e di fattori antinfiammatori e antimicrobici. Viene utilizzato soprattutto il colostro di cavalla, sotto forma di lozione da far preparare al farmacista, dietro ricetta del dermatologo, che lo può eventualmente abbinare ad altre sostanze.
Viene prescritto in tutti i casi di diradamento, soprattutto in quelle condizioni in cui è opportuno prescrivere farmaci, come durante l’allattamento.
Può avere una buona efficacia, arrivando a stimolare la crescita dei capelli.

 

L’ESTRATTO DI SERENOA REPENS

E’ l’estratto, ad alta concentrazione, di una pianta, una palma della Florida, che ha un’azione simile alla finasteride (blocca l’enzima 5-alfa-reduttasi), ma agisce in modo meno efficace.
E’ disponibile come prodotto omeopatico-galenico, ad alto dosaggio. Può essere abbinato agli antiradicali liberi ed essere prescritto per tutte le forme di caduta dei capelli per stimolare la crescita.

 

LE NOVITA’

Ecco le novità per quanto riguarda la cura della calvizie.

 

L’AMINOGLUTETIMIDE

E’ una sostanza sintetica che agisce sul recettore delle aromatasi, quegli enzimi che trasformano il testosterone in estrogeni e che garantiscono la buona salute dei capelli.
Viene prescritta per la cura dell’alopecia androgenetica, sia negli uomini sia nelle donne. L’aminoglutetimide è in grado di stimolare l’attività delle armatasi e garantisce risultati piuttosto buoni, rallentando il progredire dell’alopecia androgenetica e la miniaturizzazione dei capelli.
Si usa localmente, sotto forma di lozioni all’1%, da far preparare al farmacista e da utilizzare per cicli lunghi di cura.

EFFETTI COLLATERALI: è un farmaco già sperimentato, che non ha finora presentato effetti collaterali.

 

IL 17 ALFA ESTRADIOLO

E’ un derivato corticosteroideo, non ormonale, l’isomero dell’ormone estradiolo, da usare sotto forma di lozione da applicare localmente, preparata dal farmacista. Agisce sul testosterone, trasformandolo in estrogeni.Può essere utilizzato per l’alopecia androgenetica.

EFFETTI COLLATERALI: nessuno, viene usato a concentrazioni basse e non modifica i valori ormonali nel sangue.

 

IL DUASTERIDE

E’ una sostanza in grado di bloccare non solo l’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 2, responsabile dell’alopecia androgenetica e bloccato anche dall’azione della finasteride, ma anche gli enzimi 5-alfa-reduttasi di tipo 1, presenti in numero inferiore (10-15%), ma ugualmente responsabili della malattia.

EFFETTI COLLATERALI: la duasteride non è ancora in vendita in Italia, poiché sono presenti seri effetti collaterali (nel 25% dei casi provoca impotenza) e gli studi stanno proseguendo. L’uso è per il momento vivamente sconsigliato: diffidare dagli annunci su Internet.

 

LA GENISTEINA

E’ un fitoderivato della soia con azione vagamente ormonale, senza essere un ormone.
Viene prescritto sotto forma di prodotti omeopatici-galenici e dà buoni risultati nella cura dell’alopecia androgenetica e in quella areata, poiché agisce sui linfociti e riesce in parte a bloccare il processo che porta alla malattia.

EFFETTI COLLATERALI: nessuno segnalato.

 

LA NIPONONIVEA

E’ una sostanza di origine vegetale, che deriva da una pianta giapponese. Si utilizza per via generale, sotto forma di prodotti galenici-omeopatici.
Agisce su entrambi gli enzimi 5-alfa-reduttasi (di tipo 1 e di tipo 2) e può essere prescritta per curare l’alopecia androgenetica. Sembra dare risultati brillanti, molto simili a quelli della finasteride.

EFFETTI COLLATERALI: nessuno.

 

GLI ANTIOSSIDANTI

Antiossidanti (come il glutatione, l’acido lipoico, la superossidodesmutasi) sono sostanze in grado di bloccare l’apoptosi, cioè la morte precoce delle cellule. Sono proteine che servono a mantenere in vita le cellule. Possono essere prescritti, per via generale o locale, in tutte le forme di alopecia.
Sono in commercio sotto forma di integratori oppure possono essere preparati dal farmacista dietro ricetta del dermatologo.

EFFETTI COLLATERALI: non hanno effetti collaterali.

L’ANTRALINA

E’ una sostanza in grado di bloccare la morte delle cellule, usata soprattutto nella cura dell’alopecia areata, dove pare capace di fermare i fattori che bloccano la crescita dei capelli.
Viene prescritta per uso locale, sotto forma di crema o lozione, a concentrazioni diverse, dietro ricetta del dermatologo.

EFFETTI COLLATERALI: eventuale irritazione locale.

 

LA CHELLINA

E’ una sostanza utilizzata normalmente per il trattamento della vitiligine, una malattia della pelle caratterizzata dalla perdita di pigmento. Viene usata per curare l’alopecia areata, in applicazione locale, sotto forma di lozioni da fare preparare al farmacista. A volte, il trattamento può essere abbinato ai raggi ultravioletti.

EFFETTI COLLATERALI: eventuale irritazione locale.


LE SOLUZIONI CHIRURGICHE

Negli ultimi anni sono state messe a punto e perfezionate tecniche chirurgiche che consentono di ottenere risultati straordinari. Chi soffre di alopecia androgenetica o cicatriziale non deve più rassegnarsi a rimanere calvo, ma può ricorrere alla chirurgia estetica, per risolvere definitivamente il problema della calvizie.

©2009 Giuseppe Zannone
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