Ricostruzione capigliatura a Benevento

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STRUTTURA DEL CAPELLO

 

La parte visibile ed esterna si chiama cuticola ed è composta da cellule cheratiniche sovrapposte come le squame dei pesci.
La parte intermedia si chiama corticale ricca di melanina.
La parte interna è il midollo.
La parte che si insinua nella pelle si chiama bulbo e si trova in una invaginazione dell’epidermide denominato “follicolo
Pilifero”.

E’ in questo follicolo che le ghiandole sebacee riversano il loro secreto.

 

ATTIVITA’ DEL CAPELLO

L’attività del capello è di circa 3 - 4 anni, che chiameremo anagen.
La fase di transizione, cioè la fine della riproduzione cellulare della papilla, dura circa 2 – 3 mesi e la chiameremo catagen.
La fase in cui il capello non è più annesso al cuoio capelluto e basta un’azione di spinta, come la nascita di un nuovo capello o di trazione meccanica come lo spazzolamento per farlo uscire la chiameremo telogen.

La buona salute e quindi crescita e riproduzione dei capelli dipendono da un’ottimale funzionalità ematica.
Quando, per svariate problematiche, questa irrorazione sanguigna è carente si verifica la caduta dei capelli.
Alopecia androgenetica per l’uomo telogen effluvium, telogen stress ( molti di questi in soggetti giovani ) post-partum, ( per le donne ) invecchiamento fisiologico.
E’ in tutti questi casi che RIGENERA interviene depurando in profondità e solo lei lo può fare, provocando un’energica irrorazione.

 

LA PELLE

La pelle o cute è quel tessuto che ricopre il corpo umano ed ha la funzione di protezione dagli agenti esterni e termo-regolatrice, e ha la facoltà di immagazzinare i grassi.
La cute è quindi un organo che dà protezione e secrezione.
La pelle è completamente impermeabile ma può assorbire sia per via endocrina che per via linfatica.
L’assorbimento e la penetrazione di sostanze applicate esternamente avviene per diffusione e mai per assorbimento attivo.
La pelle la dividiamo in tre tessuti o strati: epidermide, derma ed ipoderma. Nell’epidermide troviamo quattro strati cellulari: il più esterno è lo strato corneo, poi lo strato granuloso, lo strato spinoso ed infine lo strato basale.
Tutta la pelle del corpo umano è uguale fatto salvo per il palmo della mano e del piede che hanno uno strato in più: lo strato lucido.

Lo strato corneo: è la parte più esposta della pelle. E’ dove spuntano capelli, ed è formato da cellule cornee cheratinizzate che si ricambiano periodicamente.
La quantità di pelle che si cambia giornalmente è dagli 8 ai 10 grammi a seconda della grandezza dell’individuo. L’eccesso di ricambio, la mancanza di sebo, la disidratazione, causano il manifestarsi di forfora.

Il derma: è il secondo strato della pelle ed è costituito da un intreccio di tessuto connettivo; esso ospita numerosi capillari sanguigni, vasi linfatici, terminazioni nervose, ed il muscolo erettore.

Il sottocutaneo o ipoderma è ricco di cellule adipose che servono per immagazzinare i grassi ed a formare un tessuto molle ed elastico, questo serve per proteggere dai colpi esterni e dal freddo. In questo strato troviamo anche la papilla germinativa pilifera che viene nutrita dalla vascolarizzazione sottocutanea.

 

IL SOTTOCUTANEO

Le ghiandole sebacee sono situate in sacche dell’epidermide e si trovano accanto al follicolo pilifero. Ogni capello ha parecchie ghiandole sebacee ( da 4 a 8 ) e queste ghiandole hanno il compito di produrre il sebo. Il sebo ha la funzione di proteggere dalle micosi, impermeabilizza, ed elasticizza la pelle.

Una scarsa attività delle ghiandole sebacee porta ad avere una pelle secca, opaca facile alle screpolature e agli arrossamenti. I capelli perdono lucentezza, sono difficile da pettinare, si elettrizzano e si spezzano facilmente, si creano dei nodi ed è facile avere una forfora secca ( pitiriasi semplice ) e prurito.

L’ipersecrezione delle ghiandole sebacee porta ad una untuosità eccessiva, sulla testa i capelli risultano lucidi e unti, e può causare una forfora grassa ( pitiriasi stearica ) e prurito. L’eccesso di lavoro della ghiandola sebacea è non solo da vedere sotto il profilo estetico ma può evolversi in una dermatite seborroica.

Una vascolarizzazione sottocutanea in stato ottimale, fa sì che la papilla dermica nella matrice, produca la cheratina, la melanina e gli altri componenti necessari atti alla formazione dei capelli, quindi ad una normale crescita dei capelli.

 

IL GRASSO ( SEBORREA ) IPERIDROSI ( GRASSO E SUDATO )

Seborrea vuol dire “fiume di sebo”, un eccesso di lavoro delle ghiandole sebacee ( ipertrofia ) che producono, in caso di lavoro normale: acqua 35% grassi 60% Sali minerali 2% per il resto proteine e cere. Abbiamo seborrea fisiologica che rappresenta un processo naturale e utile al capello.
Quando l’emissione diventa eccessiva al punto da provocare effetti estetici sgraditi si parla di seborrea patologica. Esiste anche una seborrea occasionale, che si trova in periodi transitori. Di conseguenza il sebo si accumula nel pozzo follicolare e crea un ambiente inadatto al normale sviluppo del capello. Attualmente la seborrea si verifica in un numero relativamente limitato di casi, tanto che può essere facilmente confusa con l’iperidrosi.
All’origine dell’iperidrosi c’è un lavoro in eccesso delle ghiandole sudoripare, ed è col sudore che viene eliminato l’acido lattico, che non troveremo in un cuoio capelluto normale. L’acido lattico è il più pericoloso elemento che troviamo sulla cute, perché apre un varco tra le guaine e il bulbo che risulta così immerso in una miscela di svariate sostanze, che solidificandosi formano un manicotto ceroso intorno al bulbo stesso. In questo modo non c’è nutrizione ottimale e così cade. Il riconoscerle è molto importante e vedremo come.

 

CARATTERISTICHE DEL CUOIO CAPELLUTO

 

SEBORREA IPERIDROSI

Colore: rosato/rosso bianco/grigiastro
Spessore: spesso sottile
Mobilità: mobile teso
Prurito: meno intenso più intenso
Odore: rancido acre ammoniacale

 

CARATTERISTICHE DEI CAPELLI

 

SEBORREA IPERIDIOSI

Capelli grossi Capelli fini
Non si incollano a ciocche si incollano a ciocche
Più pesanti alla sera più pesanti al mattino
Capigliatura più voluminosa Capigliatura meno voluminosa

 

LA FORFORA

La forfora la troviamo fino al 70% della popolazione e dell’età che va dall’adolescenza fino ai 50 anni circa.
Questo per l’inizio della metamorfosi delle ghiandole sebacee e sudoripare e al cambiamento ormonale. La forfora non è nient’altro che squame di pelle che si ricambiano in maniera abnorme e precisamente, lo strato corneo che ricambia per:

1) Disidratazione,

2) Micosi,

3) Reazioni emotive,

4) Cattiva alimentazione,

5) Stagionalità.

1) shampoo troppo o male additivati, trattamenti chimici, lozioni alcoliche soprattutto dopo trattamenti chimici, lozioni alcoliche soprattutto dopo trattamenti chimici, calore secco, acqua di mare.

2) Microrganismi che prolificano sulla pelle.

3) Lo stress, sia fisico che emotivo aumentano il formarsi di forfora.

4) La cattiva alimentazione porta ad un aumento, ma poi scompare.

5) Soprattutto in autunno c’è un insorgere di forfora.

 

DANNI FISICI DELLO STELO DEL CAPELLO

Le lesioni dello stelo sono provocate da: phon troppo caldo, cotonatura, spazzolature forzate o con spazzole improprie, lo sfregamento continuo sui colli dell’abbigliamento, trattamenti chimici, shampoo alcalini, l’esposizione solare, l’acqua del mare, l’acqua della piscina.
Gli alcali soprattutto creano queste lesioni e una rapida idrolisi e li troviamo in grande quantità negli shampoo di scarsa qualità.

Tutto questo causa l’impoverimento di aminoacidi e solforati della natura cheratinica aprendo così delle lesioni sulla struttura e con conseguenza dell’allentamento delle fibre cheratiniche.

Possono così apparire le seguenti anomalie:

 

Tricoptilosi: se le punte sono biforcute;

Tricloclasia: se le punte sono ramificate;

Tricoresi nodosa: se la lesione si presenta con rigonfiamenti sparsi e le punte a forma di pannello;

Queste lesioni comportano ad avere una chioma non solo non accettabile sotto il profilo estetico, ma i capelli smettono di allungarsi in modo uniforme, perdono di lucentezza e corposità, si scompongono facilmente e non restano in ordine. In questo caso l’acconciatore trova impossibilità ed enorme difficoltà a operare i trattamenti estetici.

©2009 Giuseppe Zannone
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